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Altro... che Giardinetto!

Le ultime vicende accadute, che hanno scosso la comunità troiana, sono state anche per il nostro gruppo motivo di riflessione e domande, a cui non è facile o forse troppo impegnativo dare risposte. Dalla riflessione è scaturita la presa di coscienza come gruppo, che siamo ancora all’inizio del nostro lavoro su questo territorio. Dopo dieci anni di attività abbiamo capito che occuparsi di territorio è anche occuparsi di persone, pensare strategie e modi di intrecciare relazioni tra persone, e tra persone nel territorio. I casi a cui abbiamo assistito ultimamente sono solo la punta di un iceberg, che è nascosto molto bene in fondo alla nostra cultura, che è fatta di parole, opere e omissioni che vanno nella direzione di curarsi con “cura” i fatti propri, e non curarsi affatto  delle situazioni altrui, specie se un po’ imbarazzanti o addirittura “difficili” o “private”.

L'Ora Legale

Lo scorso 4 marzo siamo stati invitati, dal gruppo che ormai si occupa da un decennio di programmare una interessantissima rassegna cinematografica a S.Secondino, ad organizzare un piccolo momento di riflessione su uno dei film proiettati. Tutte le pellicole proposte si prestavano a confronti sulle tematiche più disparate: razzismo, fede, amicizia, perdono e tanto altro, ma noi abbiamo deciso di scegliere un film di Ficarra e Picone “L’ora legale”. 

La scelta di questa pellicola non è stata casuale: confrontandoci abbiamo concordato che, per affrontare un tema con serietà, sia necessario farne esperienza in modo che la riflessione sia basata non tanto su opinioni nate dal sentito dire ma su opinioni costruite su un vissuto concreto. 

Un pensiero per il cambiamento

Il mondo in cui viviamo non è lo stesso mondo in cui vivevano i nostri nonni. Le nostre vite sono cambiate, con le nostre scelte e i nostri usi e costumi. Un’evoluzione oggi è necessaria, soprattutto se pensiamo ai danni che i nostri stili di vita hanno causato e tutt’ora causano al nostro pianeta, molti dei quali irrimediabili. Per questo negli ultimi anni si sta diffondendo una maggiore sensibilità per i temi ambientali, che porta con sé una ricerca di modi per convivere con la madre Terra.

Giardinetto...verso la bonifica?

Nel nostro ultimo volantino abbiamo cercato di raccontare con uno schema ciò che è accaduto nel periodo di tempo trascorso tra la sentenza del secondo processo (aprile 2015) ed il febbraio 2017. Tante lettere, iniziative di sollecito, comunicazioni varie trai soggetti coinvolti per l’iter della bonifica, ma alla fine … 250.000 tonnellate di rifiuti tossico-nocivi … 2 processi … montagne di carta scritta … diverse migliaia di euro spesi per le perizie tecniche … e la situazione a Giardinetto è sempre la stessa!

RAGIONEVOLE DUBBIO

E’ difficile oggi costruire un gruppo che abbia una propria identità, cioè una visione comune dell’oggi.  La chiave di lettura dell’oggi ti permette di criticare il passato per guardare i suoi errori e costruire meglio il futuro. Ma è proprio la dimensione del futuro che oggi viene preclusa. L’orizzonte appare sbarrato e il futuro si presenta in una prosecuzione infinita del nostro presente. L’idea stessa di un domani qualitativamente diverso dall’oggi è negata alla radice. L’impossibilità di tale futuro è infatti tra le più consolidate e granitiche certezze ideologiche dei nostri giorni. Si tratta di un presupposto che in genere non è neppure più necessario esplicitare ma che all’occasione può essere espresso apertamente e senza giri di frasi. Quante volte sentiamo: “è la globalizzazione che ci porta a questo”, oppure: “è il mercato che ce lo impone” inoltre: “è l’Europa che ce lo chiede” e tutti, senza capire, scuotiamo le spalle e si va avanti con un pezzo di futuro in meno.